Luci ed ombre di Hesse, secondo Giovanna

Un caleidoscopio di luci e di colori ci invade non appena ci teletrasportiamo nell’istallazione di Giovanna Cerise per “Immersive wor(l)ds“. “L’opposto e il suo completamento“, questo il titolo del suo lavoro, si ispira a un testo molto noto ed amato di Herman Hesse: “Narciso e Boccadoro“, del quale  Giovanna evoca appunto suggestioni e contrasti. Colpisce sempre l’eleganza dei lavori di Giovanna, che giocano sui fasci di luce, sulle armonie nelle linee,  sulla semplicità del disegno anche quando lavora su istallazioni ricche e complesse. Non è la prima volta che questa artista si è lasciata attrarre dall’idea di mettere in comunicazione due arti diverse: lo aveva già fatto con la musica, con l’istallazione ispirata a Carmen (proposta per la prima volta nella galleria gitana di Arte Libera) e poi con il superbo lavoro sul “Flauto magico” di Mozart, nell’isola di Imparafacile. Anche con la letteratura ha saputo mantenere le sue capacità analitiche ed evocative, facendo inoltre un incredibile lavoro sullo spazio, che sembra immenso all’interno dell’istallazione, mentre è decisamente limitato se si guarda la sua location allontanando la cam.

Ecco la breve intervista già fatta a Giovanna durante l’opening di Brera:

Cosa ti ha spinto a scegliere “Narciso e Boccadoro” per la tua istallazione? 

Herman Hesse è uno degli scrittori che amo di più e “Narciso e Boccadoro” è un romanzo che mi è entrato subito nel cuore dalla prima volta che l’ho letto. L’ho riletto molte volte scoprendo sempre nuove sfumature, nuove emozioni e nuovi significati. Per questo motivo, quando mi è stato chiesto di creare un’opera ispirata ad un libro, non ho avuto esitazioni e la mia mente è volata subito a questo. L’idea di poter visualizzare le sensazioni suscitate dalla lettura di questo stupendo romanzo mi ha coinvolto subito, le singole parole, le frasi, i periodi spontaneamente mi si sono quasi disegnati davanti, un po’ come nel libro succede a Boccadoro. Si trattava di concretizzare visibilmente quello che immaginavo.

 Parlami dell’istallazione

 Nel creare l’istallazione ho voluto privilegiare l’aspetto di “opposizione e completamento”, presente in tutta la storia e per traslato in ognuno di noi, che è poi quello che dà il titolo all’opera, attraverso una visione onirica. Ho lavorato per questo molto sulle trasparenze e sui giochi di colori, a volte dando delle indicazioni precise a volte dei suggerimenti, lasciando all’osservatore il piacere di scoprire le possibili sfaccettature sia visive che mentali o emozionali.

L’opera si snoda su due livelli: nel primo i due animi, quello dell’artista e dello scienziato, il logos e l’eros sono visibilmente collegati seppure separati. Nel secondo invece c’è un netto distacco tra i due lati oscuri (se li vogliamo chiamare così) delle due diverse sensibilità, la separazione non porta però mai ad un’incomunicabilità totale. Infatti ci sono due porticine che permettono di accedere nei diversi ambienti, uno spiraglio di apertura, così come le stesse porticine collegano i due livelli.

 Come è nata la tua vena creativa qui nel metaverso?

Io sono entrata su sl tre anni fa come docente, per fare un corso sulla didattica nel mondo virtuale. Il caso ha voluto che il corso si svolgesse vicino ad una delle gallerie italiane più importanti, Piramide, e lì ho visto le bellissime opere che avevano creato alcuni artisti italiani. Il vederle e la voglia di fare anche io qualcosa è stato immediato e ho cominciato a provare. Paradossalmente invece ci cominciare con il costruire oggetti concreti ho iniziato subito con il cercare di concretizzare mie idee, mie visioni. Ore e ore e giorni passati a provare e riprovare.

Da quel momento Sl è stata per me soprattutto il luogo in cui poter creare qualcosa di mio.

Nel giugno del 2009 ho esposto, per la prima volta, a Piramide, sotto la direzione di Lion Igaly, e poi da lì man mano in moltissime gallerie italiane ed estere di Sl.

Ricordiamo che l’istallazione di Giovanna può ancora essere visitata fino alla fine di luglio a questo link.

(Simba Schumann)

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Un pensiero su “Luci ed ombre di Hesse, secondo Giovanna

  1. Reblogged this on Noke Yuitza's Blog and commented:
    Giovanna Cerise is other of he 5 artists displaying in “Immersive wor(l)ds“. The book that inspires her beautiful and oniric installation is “Narciso e Boccadoro“, by Herman Hesse.

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