Nessuno e Poe

In world lo conoscono tutti. La poesia con la quale riesce a plasmare i suoi prims attraverso uno stile meravigliosamente personale e riconoscibilissimo lo ha reso uno degli artisti più amati nel metaverso. Difficile dunque direi di lui qualcosa di nuovo. Eppure ogni volta che ci troviamo di fronte a un’opera di Nessuno Myoo, che sia inedita o già vista, ci ritroviamo ad osservarla con meticolosa attenzione e in  religioso silenzio. Nessuno “gioca” con l’arte ormai dal 2007 e il bello è, ancora una volta, constatare come il suo percorso vada continuamente avanti, rendendoci testimoni della sua incessante crescita artistica.

Per l’evento di Brera (qui il comunicato ufficiale dell’evento) ha riproposto un’istallazione non nuova, ma non per questo apparsa “meno magica”. Nel buio totale della sua location, siamo stati colti dall’angoscia di uno dei più tetri testi di Edgar Allan Poe: “Il pozzo e il pendolo“.

I suoi prims, stilizzati con la consueta eleganza, hanno saputo esprimere appieno le emozioni che il testo di Poe altrettanto sapientemente suscita nei suoi lettori. A potenziare l’effetto, poi, i giochi di luce cha cambiano al muoversi della telecamera (ispirati alla luce caravaggesca, come lo stesso Nessuno ci ha raccontato durante l’opening) e pochi suoni, comparsi per la prima volta all’interno di una sua istallazione a dare ulteriore drammaticità.

Particolare poi, anche l’effetto “ragnatela” che circonda l’opera, nato per caso su un’altra delle istallazioni ispirate ai racconti horror (come ci ha rivelato lui stesso) e poi divenuto una sorta di filo conduttore fra tutte.

Ecco dunque che “Immersive wor(l)ds” è stato una bella occasione per una breve intervista fatta a Nessuno durante l’inaugurazione di cui vogliamo lasciare testimonianza in questo articolo:

Tu hai scelto uno dei racconti più inquietanti di Poe, che cosa ti ha appassionato in questo testo? 

Come ho avuto modo di spiegare all’interno dell’intervista che mi hai fatto IW durante la diretta streaming quando eravamo in collegamento con l’accademia di belle arti di Brera, e nella serata dell’opening dedicata interamente ai resident di SL, quella per gli autori horror è una passione che mi porto dietro fin da ragazzo, passione che ha fatto da filo conduttore a una serie di installazioni (4) che sono state ospitate con successo all’inizio di quest’anno al Mic, Curato da Mexi Lane, e che al vostro invito sono stato felicissimo di riproporre ancora, almeno una, quella dedicata a Poe appunto… Di Poe ho letto tantissimo, sono un amante dei racconti, e di antologie dedicate ai racconti. In questo testo mi ha sempre affascinato la facilità d’immedesimazione del lettore nel calarsi nei panni del protagonista, un condannato a morte dall’inquisizione spagnola per una colpa che all’interno del racconto rimane celata. Dopo varie vicissitudini il poverino si troverà faccia a faccia con la ‘soluzione finale’ che l’inquisizione ha pensato per lui… 

 Vorresti illustrarci in poche parole quello che hai rappresentato qui?

Al centro dell’installazione c’è il protagonista della vicenda. L’idea era quella di rendere l’immagine di una figura oppressa e paralizzata dal terrore…Oppressione espressa anche dagli innumerevoli bulbi oculari che circondano la scena. Rappresentano e simboleggiano lo sguardo accusatore a cui nulla sfugge e da cui non c’è via di scampo dell’inquisizione. Tutte le pupille sono rivolte alla figura centrale. Su di lei sovrasta il marchingegno malefico. Che è allo stesso tempo un orologio e un rasoio micidiale, che nell’avanzare inesorabile avvicina il momento in cui la lama squarcerà il petto del malcapitato. Oltre a un riferimento fotografico di un ritratto di Poe, mi sono divertito ad inserire nel lavoro anche un topolino su una ciotola rivoltata. Quel topolino in realtà -chi ha letto il racconto lo sa bene- rappresenta l’unica speranza di salvare la pelle. Ultime due cose da dire molto importanti: la prima è che in tutti i miei lavori esistono dei ‘punti luce’  che si accendono prevalentemente con l’avvicinarsi dell’avatar e che conferiscono alle costruzioni un tono più dramatico…; la seconda è che per la prima volta, ed in questa occasione speciale, ho inserito due ‘emettitori di suono’, nello specifico un respiro affannoso ed angosciato, alcuni scricchiolii farraginosi. Questo per aumentarne il grado di immersività.  

 Come hai iniziato a lavorare in questo mondo Ness? 

Ho scoperto SL per caso, ascoltando una trasmissione radiofonica mentre ero al lavoro in real, un programma di Gianluca Nicoletti che si chiamava Melog e trasmesso a radio24, nel 2007. Mi aveva incuriosito così tanto quello che era stato detto che ritornato a casa ho scaricato il client e fatto il primo login…da allora son dentro ^^ Dopo un mese circa Lion Igaly insieme a Jeb Soderstrorm mi notano in una sandbox a Indire e mi viene fatta la proposta di esporre alla gloriosa Piramide di Lion. La Piramide è una vera e propria istituzione fra molti degli artisti italiani che operano attivamente in SL. Da allora non ho più smesso di fare ed esporre sculture in moltissime gallerie, italiane e non. Alcune decine di migliaia di prim hanno appassionato i giorni e le notti ad un androide a cui -confesso- voglio un bene dell’anima :°) 

Ricordiamo che l’istallazione di Nessuno(come le altre di Immersive wor(l)ds) sarà visitabile in Brera fino alla fine di luglio a questo link.

(Simba Schumann, Foto di Wizardoz Chrome)

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2 pensieri su “Nessuno e Poe

  1. Reblogged this on Noke Yuitza's Blog and commented:
    Nessuno is one of the 5 artists, a master of torturing prims, participating in “Immersive wor(l)ds”. In the next article, Arte Libera do us an approach to his tribute to Poe for this project.

  2. Nessuno Myoo scrive:

    Grazie Noke :°) e Simba ovviamente :°)

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